giovedì 8 ottobre 2009

lunedì 5 ottobre 2009

Microsoft - Your life, our passion


Hotmail, la webmail nata nel lontano 1995 e poi acquisita da Microsft, non è mai stata così calda. Migliaia di utenze della posta elettronica - user id e password, dunque - sono state violate e pubblicate online. La notizia che fa tremare i polsi ai tantissimi utenti del popolare servizio di Msn - il più diffuso al mondo con oltre 400 milioni di account attivi - è stata inizialmente lanciata dal sito NeoWin e quindi ripresa dalla Bbc che ha avuto la conferma direttamente da Microsoft. Che ha annunciato come i propri esperti stiano «esaminando la situazione per intervenire al più presto».

Secondo gli americani del blog Neowin, gli account violati sono stati più di 10mila: le informazioni, forse raccolte tramite phishing, sarebbero state pubblicate il primo ottobre sul sito per sviluppatori Pastebin. Ora sono stati rimossi ma i responsabili di Neowin hanno ammesso di aver visionato parte della lista: "Possiamo dunque confermare che si tratta di caselle reali, tutte terminanti con "hotmail.com", "msn.com" e "live.com", e che la maggior parte di queste sembrano appartenere a utenti europei". La paura arriva dunque anche a casa nostra, dove le caselle Hotmail attive sono oltre 11 milioni. Microsoft Italia, da noi contattata, getta acqua sul fuoco per la situazione degli account italiani, spiegando che "abbiamo attivato già da qualche ora il nostro servizio clienti, ma la situazione finora appare tranquilla".

domenica 4 ottobre 2009

Se il Rally è la tua passione questo video fa per te!

A 1'25" un concentrato di segreti per superare anche gli sterrati più difficili del percorso...

venerdì 2 ottobre 2009

Amhardcore

Adriano


Dal quotidiano R7 arrivano le incredibili dichiarazioni dell’ex attaccante nerazzurro: “Mi presentavo ogni giorno ubriaco. Non dormivo per paura di fare tardi, ma alla fine arrivavo comunque in condizioni impresentabili e allora mi mandavano a dormire in infermeria, mentre ai giornalisti dicevano che avevo avuto qualche problema muscolare. Non smettevo mai di bere e la situazione divenne insostenibile, finché iniziai a entrare in conflitto con Mancini e dovetti lasciare l’Inter”.

L’ex “Imperatore” parla dei suoi problemi con assoluta sincerità: “Ho affrontato una depressione dal 2005 al 2009. Solo io so quanto ho sofferto. La morte di mio padre, nell’agosto del 2004, ha lasciato un buco enorme nella mia vita. Era la persona che mi ha reso quello che sono. Devo tutto a lui e alla mia famiglia. Quando è morto mi sono ritrovato molto solo, isolato. E’ stata la cosa peggiore. Ero in Italia, solo, triste è depresso. Ho cominciato a bere, ero solo felice di bere. C’erano feste ogni sera. E bevevo tutto quello che avevo davanti: vino, whisky, vodka, birra…un sacco di birra. La situazione è andata fuori controllo. Potevo solo dormire e bere. Mi svegliavo e non avevo idea di dove mi trovavo”.

Quello dell’alcol lo ha portato inevitabilmente ad avere frizioni con Mancini: “Giocavo per uno dei club più forti del mondo. Ho cominciato ad avere problemi con l’allenatore, Mancini, e con i compagni. La dirigenza dell’Inter ha provato ad aiutarmi, ma poi ho avuto dei problemi con Mancini, e continuavo a bere. Così ho lasciato l’Inter per il San Paolo, su idea del mio manager Gilmar Rinaldi”. Il secondo tentativo con l’Inter non è servito comunque a molto. “Sono tornato perché non c’era più Mancini ed era arrivato Mourinho, ma in Italia continuavo a sentirmi solo e triste. Mi dispiace per Mourinho, anche lui ha provato ad aiutarmi, ma alla fine sono dovuto andare via».

Il definitivo ritorno in Brasile tra le fila del Flamengo è stato fondamentale per l’attaccante. “Ho rinunciato ai soldi, ma ho comprato la mia felicità. Ho abbandonato i falsi amici per ritrovare quelli veri. E poi mi sono sentito sicuro e vicino alla mia famiglia. Ho amici nel giro della droga, così come nella polizia. Per me non fa alcuna differenza. Queste persone almeno non mi voltano le spalle”. Ma la droga non c’entra niente: “Il mio problema è stato solo con l’alcol, e basta. Bisogna avere una struttura piscologica forte. E grazie a Dio, ora sono abbastanza forte per essere Adriano”.

Edoardo Costa

Guru

The best of Davide - In forma con Davide

Non sò stare senza Facebook


ROMA - Si era introdotto all'interno di un appartamento con l'intento di rubare, ma trovando un pc acceso non ha resistito alla tentazione di collegarsi su Facebook e chattare con gli amici. Così, dopo sei mesi, un ventiseienne enne di Albano Laziale, comune alle porte di Roma, è stato individuato e arrestato dai Carabinieri della Stazione di Cecchina, sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare.

IL PC ACCESO - Il giovane, già noto alle forze dell'ordine, lo scorso aprile si intrufolò in un appartamento per rubare. Ma, durante la perlustrazione trovò un pc acceso e tramite account personali, si collegò sul social network. Grazie ai suoi dati personali memorizzati sul pc, e soprattutto attraverso una mail, i militari sono riusciti a risalire alla sua identità. Dalle perquisizioni effettuate all'interno della sua abitazione, i Carabinieri hanno ritrovato parte della refurtiva rubata dall'appartamento. Il giovane è stato perciò arrestato con l'accusa di furto in abitazione e la refurtiva restituita al suo legittimo proprietario.